Dove e quando viaggiare in Europa con meno di 50 euro a tratta: le mete economiche cambiano col calendario.
Una valigia leggera, la tasca della giacca con una mappa stropicciata, e nessun conto da capogiro da dover giustificare. Viaggiare in Europa senza spendere troppo è più che possibile, ma c’è un dettaglio che fa la vera differenza: non è la meta, è il momento in cui parti. Alcune città, da sempre associate a weekend economici o soggiorni di fortuna, oggi offrono esperienze autentiche, complete, e decisamente abbordabili, se si sceglie con criterio il periodo.
Le città dove la qualità costa meno (ma solo se ci vai al momento giusto)
Ci sono nomi che tornano spesso sulle guide dedicate ai viaggiatori attenti. Sofia, per esempio, è una delle capitali meno care dell’Unione Europea. Colazioni a base di banitsa, mezzi pubblici accessibili, alloggi dai 10 ai 20 euro in ostello e cene sotto i 10 euro. Se si considera un volo dall’Italia sotto i 40 euro (a novembre o febbraio), è chiaro perché la Bulgaria sia ancora una delle mete più strategiche per budget ridotti.
Bucarest, in Romania, offre una combinazione curiosa di architettura grandiosa e prezzi contenuti. Si mangia con meno di 10 euro, gli ingressi ai musei costano poco o sono gratuiti in certi giorni, e i trasporti pubblici coprono ampie zone urbane con biglietti giornalieri tra i 4 e i 6 euro. Nelle vicinanze, la Transilvania è collegata da treni lenti ma panoramici, spesso con biglietti sotto i 10 euro.

Bucarest, in Romania, offre una combinazione curiosa di architettura grandiosa e prezzi contenuti – saremar.it
Cracovia, in Polonia, resta una delle città più amate dagli under 30. La sua vita notturna, le piazze affollate e i prezzi da street food la rendono una tappa obbligata, ma anche Varsavia, spesso sottovalutata, mantiene tariffe basse se evitati i fine settimana centrali. Atene e Salonicco, se visitate tra ottobre e marzo, mostrano un volto meno turistico e molto più accessibile, soprattutto fuori dalle isole e dalle vie principali.
Dati recenti di Eurostat (2023) e Numbeo confermano che Bulgaria, Romania, Polonia e Ungheria restano sotto la media UE per costi al consumo. E se Grecia e Portogallo oscillano, la stagionalità gioca un ruolo decisivo. Porto, per esempio, risulta più economica di Lisbona, soprattutto nei mesi di bassa stagione (da novembre a marzo, esclusi i festivi).
Nel frattempo, Belgrado, in Serbia, continua ad attirare giovani con locali aperti fino a tardi e piatti semplici a pochi euro. I voli, se prenotati con flessibilità, costano meno di un pranzo fuori casa. E Budapest, nonostante sia ormai tra le mete consolidate, offre ancora esperienze termali, gastronomiche e culturali a cifre contenute, se ci si muove con attenzione.
La vera svolta: il calendario incide più della destinazione
Ciò che abbassa davvero il costo di un viaggio, oggi, non è dove vai, ma quando lo fai. Un volo Milano–Sofia può costare 20 euro di martedì e 90 di sabato. Google Flights, Ryanair, Wizz Air, easyJet: tutte le principali piattaforme mostrano come il prezzo vari settimana dopo settimana, a seconda dell’anticipo, della flessibilità e degli eventi locali.
I voli più economici verso Europa dell’Est e Balcani tendono a decollare tra martedì e giovedì, specie nelle prime ore del mattino o in tarda sera. Stesso discorso per il rientro. Evitare i ponti italiani, le festività locali e le vacanze scolastiche del Paese di arrivo consente un risparmio significativo.
Lo stesso vale per gli alloggi. Dormire in ostello da domenica a giovedì costa in media il 20–30% in meno rispetto al weekend. E anche gli hotel tradizionali spesso offrono tariffe ridotte nei giorni centrali della settimana, soprattutto in città meno turistiche o nei quartieri periferici ben collegati.
Alcuni esempi testati? Il treno Sofia–Plovdiv (circa due ore) costa pochi euro. Il bus Budapest–Bratislava può scendere a 9–15 euro con FlixBus. Abbonamenti 24 ore ai trasporti urbani sono un investimento: in molte capitali bastano due corse per ammortizzare il costo. E i free walking tour, disponibili in quasi tutte le città menzionate, restano tra le esperienze più genuine, seppur a offerta libera.
L’immagine che resta è fatta di dettagli: un vapore che sale al tramonto dalle terme di Budapest, il rumore delle rotaie sotto un tram arancione a Cracovia, una mezza luna di formaggio in un forno di Sofia ancora buio. Prezzi bassi, sì, ma anche l’inizio di una storia da raccontare.
Viaggi europei, qui si che può fare il 'nababbo' con due spicci: sono veri paradisi low cost - saremar.it






