Scopri come igienizzare correttamente mobili in legno evitando danni a patine, vernici e finiture delicate.
Disinfettare un mobile antico in legno può sembrare un’operazione semplice, ma nella realtà espone a rischi molto concreti. Basta un prodotto sbagliato o troppa acqua per compromettere in modo irreversibile verniciature originali, cere naturali o finiture storiche. In Italia, molti mobili di pregio si trovano in case di famiglia, ereditati o acquistati in mercatini d’antiquariato. Conservarli al meglio non significa solo spolverarli, ma sapere quando, come e con cosa intervenire. Le norme del restauro conservativo sono chiare: pochi liquidi, zero sostanze acide o aggressive, e attenzione massima alla struttura del legno, spesso fragile e porosa.
Quando è davvero necessario disinfettare e cosa fare prima di iniziare
La necessità di disinfettare un mobile antico nasce da tre scenari frequenti: la presenza di polvere e residui organici, l’insorgenza di muffe superficiali, oppure il sospetto di un attacco da parte di insetti xilofagi, come i tarli. Prima di ogni intervento è essenziale analizzare con attenzione la superficie: crepe, sollevamenti, aloni o microfori possono rivelare problemi nascosti.
Nel caso in cui si tratti solo di sporco superficiale, si può procedere con una detersione a secco usando panni morbidi in microfibra e un aspirapolvere con filtro Hepa, evitando setole dure o soffi d’aria compressa che potrebbero spostare la polvere più in profondità. Se invece si nota muffa, il mobile va subito spostato in un ambiente ventilato e va preparata una soluzione alcolica diluita (50% alcool etilico denaturato + 50% acqua demineralizzata). Mai spruzzare il liquido direttamente: il panno va sempre inumidito prima, e si lavora per tamponamenti, non per sfregamenti.

Quando è davvero necessario disinfettare e cosa fare prima di iniziare – saremar.it
Il legno antico può essere instabile, e in presenza di muffe estese o umidità elevata conviene fermarsi e contattare un restauratore. Se si sospetta la presenza di tarli, non si parla più di disinfezione ma di disinfestazione. In questi casi sono necessari trattamenti specifici – camere anossiche, sistemi termici controllati o biocidi autorizzati – che solo laboratori specializzati possono eseguire in sicurezza.
Prodotti da evitare assolutamente e soluzioni efficaci approvate dal restauro
L’errore più comune è pensare che ciò che funziona per le superfici moderne vada bene anche per il legno d’epoca. In realtà, candeggina, ammoniaca, disinfettanti spray o detergenti antibatterici da supermercato sono incompatibili con vernici antiche e cere tradizionali. La candeggina, ad esempio, scolorisce e ossida, mentre l’ammoniaca dissolve le finiture naturali. L’alcool isopropilico troppo concentrato scioglie la gommalacca, una delle vernici più usate nell’Ottocento e nel primo Novecento. Anche l’acqua, se usata in eccesso, può far gonfiare la fibra e sollevare gli strati di vernice.
I manuali del Ministero della Cultura e i protocolli delle scuole di restauro italiane raccomandano solo l’uso di detergenti non ionici (a pH neutro), soluzioni idroalcoliche leggere e strumenti non abrasivi. I panni devono essere puliti, morbidi e preferibilmente in microfibra. Per intagli e decorazioni si usano pennelli naturali a setole morbide, senza premere. A fine disinfezione, se necessario, si può passare una cera d’api depurata o microcristallina, come quelle utilizzate nel restauro museale, per proteggere la superficie e ravvivare il colore originale.
Tra i prodotti più affidabili: Detergenti al pH neutro con oli essenziali naturali (es. Borma Wachs); Acqua demineralizzata (non distillata) per diluire; Cera Novecento o Renaissance Picreator, indicate anche per mobili antichi di pregio.
Questi prodotti si trovano in commercio sia online che in negozi specializzati, con prezzi che vanno dai 3,90 euro per l’acqua deionizzata fino ai 24,95 euro per le cere professionali. Vale la pena fare attenzione: una finitura danneggiata non si recupera con una semplice lucidatura, e in certi casi può significare una perdita di valore economico importante.
Pulire i mobili in legno senza rovinarli: il trucco geniale che nessuno ti dice (con prodotti che hai già in casa) - saremar.it






