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800 euro in più di stipendio nel 2026: questi lavoratori possono festeggiare

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La legge di bilancio 2026 introduce novità questi lavoratori: bonus, pensioni più lente e TFS più rapido.

Per i dipendenti pubblici arrivano importanti novità nella manovra 2026. Il governo ha approvato una serie di misure che modificano l’accesso alla pensione, la liquidazione del TFS, il regime fiscale sugli straordinari e i premi per chi lavora nei pronto soccorso. Cambiamenti che avranno impatto economico diretto già dal prossimo anno per molti lavoratori del comparto statale, e che si estenderanno fino al 2030 per chi lavora in divisa. Al centro c’è una doppia promessa: premiare chi lavora di più e ridurre l’attesa per chi lascia il lavoro. Ma ci sono anche vincoli e soglie che limitano i benefici a determinate fasce di reddito.

Detassazione straordinari, Irpef ridotta e bonus fino a 800 euro per i redditi sotto i 50mila

La novità che toccherà da vicino milioni di dipendenti pubblici è la detassazione degli straordinari. Per tutto il 2026 si applicherà una flat tax al 15% su lavoro extra, notturno e festivo, anche nel settore pubblico. Il limite di reddito per usufruire di questo vantaggio è fissato a 50.000 euro, e il massimo risparmio ottenibile non potrà superare gli 800 euro annui. Un intervento simile era già previsto per i lavoratori privati, con soglia di 40.000 euro e beneficio massimo di 1.500 euro. Ora si estende anche al pubblico impiego.

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Detassazione straordinari, Irpef ridotta e bonus fino a 800 euro per i redditi sotto i 50mila – saremar.it

A questa misura si affianca il taglio dell’aliquota Irpef intermedia, che dal 2026 scenderà dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro. L’effetto concreto può arrivare a 440 euro in più all’anno, che si sommano agli altri vantaggi fiscali. In totale, un lavoratore pubblico con reddito medio potrebbe ottenere un risparmio potenziale di oltre 1.200 euro nel 2026 tra bonus e Irpef alleggerita.

Nel comparto sanitario, per la prima volta si riconosce un incentivo aggiuntivo ai lavoratori dei pronto soccorso. Dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2029, le regioni potranno incrementare dell’1% i fondi destinati a premi e indennità per medici, infermieri, OSS e assistenti che operano nei reparti di emergenza. L’intervento riguarda una platea significativa di professionisti, ed è pensato per contrastare l’alta rotazione e la carenza di personale in un settore sotto pressione.

La misura non è automatica: le regioni avranno facoltà di decidere se applicarla e con quali risorse. Ma il segnale politico è chiaro: valorizzare le figure sanitarie in prima linea nei contesti critici. Resta invece ancora in discussione un eventuale ulteriore riconoscimento strutturale a partire dal 2030.

Liquidazione più veloce dal 2027, nuove regole pensioni per i militari dal 2028

Un’altra modifica riguarda i tempi della liquidazione del TFS per i dipendenti pubblici. Attualmente, chi va in pensione per raggiunti limiti di età o di contributi deve attendere 12 mesi per ricevere la prima rata del trattamento di fine servizio. Dal 1° gennaio 2027, questo termine si accorcia a 9 mesi, anticipando di tre mesi l’erogazione. La prima quota potrà coprire fino a 50.000 euro, la seconda sarà erogata dopo altri 12 mesi per un massimo di 100.000 euro, e la terza a seguire per l’eventuale saldo.

Si tratta di un cambiamento che avrà impatto economico concreto su migliaia di pensionamenti, e che comporterà un costo per lo Stato stimato in 265 milioni di euro nel 2027, che saliranno a 272 milioni l’anno successivo. La misura non riguarda però chi lascia il lavoro con altre modalità, ma solo chi raggiunge i requisiti pieni per età o contributi.

Novità anche per militari, carabinieri, guardia di finanza, polizia e vigili del fuoco. Per loro, a partire dal 1° gennaio 2028, entrerà in vigore un graduale aumento dei requisiti per il pensionamento. Si inizierà con un mese in più nel 2028, poi un altro mese nel 2029 e infine un terzo mese a decorrere dal 2030. Questo si somma all’aumento generale dell’età pensionabile previsto per tutti i lavoratori pubblici, pari a 3 mesi entro il 2028.

Il totale per chi indossa la divisa sarà quindi un ritardo di 6 mesi rispetto agli attuali requisiti. Ma su questo punto il dibattito resta aperto. Un ordine del giorno della Lega ha chiesto modifiche, e il ministro dell’Economia Giorgetti ha fatto sapere che una decisione definitiva verrà presa nel 2026, lasciando aperta la porta a correttivi.

Nel frattempo, i lavoratori pubblici si preparano a un 2026 fatto di piccoli vantaggi fiscali, ma anche di nuove regole su liquidazioni e pensionamenti. Un equilibrio ancora fragile tra contenimento della spesa pubblica e riconoscimento del lavoro svolto, in settori chiave dell’apparato statale.

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